Gianni Bonincontro, i suoni della vita...

 

 

                             

                                   

                                                                  

     La leggenda di Aziza e Patchouly

                            di

                               Gianni Bonincontro

 

 

Tanto ma tanto tempo fa, ad Angolob, la capitale di un regno circondato da una natura incontaminata, vivevano il Dio della flora terrestre e la bellissima Dea della flora marina.

Lui era il custode delle foreste, dei boschi,delle campagne e dei prati di tutta la terra, mentre lei era la custode delle alghe, dei coralli e dei papiri di tutti i mari, i fiumi e i laghi della terra.

Dopo molti anni di felice convivenza, alla coppia naque una bellissima figlia con i capelli biondi come le piu' belle spighe di grano, con la pelle morbida e vellutata come le alghe e che le profumava di mandarino, mentre il colore degli occhi era il verde piu' bello e brillante mai visto.

Visto lo splendore di questa bimba, i genitori la vollero chiamare Aziza.

I festeggiamenti per la nascita delle bella Aziza, durarono una settimana e tutti i sovrani dei regni vicini vollero rendere omaggio personalmente ai nuovi genitori e alla loro erede, mentre quelli piu' lontani, inviarono molti bellissimi doni.

Con il passare degli anni, la principessa Aziza, cresceva cosi' bella che tutte le principesse dei regni vicini iniziarono ad invidiarla anche perche' molti giovani principi, iniziarono a corteggiarla inviandole favolosi regali e invitandola ai grandi balli di corte.

La principessa Aziza, oltre ad essere molto bella era anche molto intelligente e quindi non faceva tanto caso alle invidie delle altre principesse anche perche' a lei interessava che l'adorassero i suoi genitori ed in particolar modo il padre che aveva occhi ed attenzioni solo per lei cosi' tanto da fare ingelosire, stupidamente, la madre che fino ad allora era stata considerata la donna piu' bella e affascinante di cento regni della terra.

La bella principessa, oltre a studiare ed istruirsi, spendeva molte ore delle sue giornate cantando o cavalcando attraverso le verdi praterie che circondavano il suo regno, ma il suo passatempo preferito, arrivavata la sera, era quello di pettinarsi ed ammirarsi per ore davanti allo specchio i suoi bellissimi capelli, biondi come le piu' belle spighe di grano.

La madre di Aziza, vedendo crescere giorno dopo giorno la figlia cosi' bella, offuscando cosi' la sua bellezza, decise di castigarla e cosi' aiutata da una maga cattiva, trasformo' i capelli della bella figlia, in tanti riccioli d'oro cosi' che non poteva piu' pettinarli ed ogni volta che cercava di tagliarli, le ricrescevano il doppio cosi' da appesantirla giorno dopo giorno al punto di condannare la giovane figlia a rimanere chiusa nella sua stanza per la vergogna di non poter piu' condurre una vita normale come faceva prima e come facevano tutte le altre principesse.

Le sue giornate, si stavano spegnendo ormai senza nessuna speranza anche se al suo fianco a farle coraggio, le rimaneva sempre il padre che la amava sempre e piu' di prima. Quest'ultimo, aveva interpellato tutti gli spiriti delle foreste e le migliaia di folletti dei boschi ma purtroppo sembrava che la bella principessa Aziza,fosse condannata a morire sotto il peso dei suoi capelli d'oro.

La triste storia di questa principessa dai capelli d'oro, si sparse pian piano in tutti i regni della terra ed arrivo' anche alle orecchie di un anziana maga di nome Vittoria, molto saggia e che un tempo era stata anche molto bella.

La maga Vittoria, commossa da questa triste storia, decise di aiutare la bella principessa Aziza e volle andare di persona a parlarle. Dopo essere stata invitata al grande castello dal Dio della flora terrestre, il giorno dopo ando' ad incontrare la principessa Aziza la quale molto depressa e quasi rassegnata della sua triste fine, rimaneva quasi tutto il giorno rinchiusa nella sua bella stanza, sdraiata sul letto e quelle poche volte che con grande difficollta' riusciva ad alzarsi, lo faceva per andare davanti allo specchio e tentare di pettinarsi ma con il solo risultato di rompere qualsiasi pettine o spazzola.

Quando la saggia Vittoria la raggiunse nella stanza e gli sguardi delle due donne si incrociarono per la prima volta, la bella Aziza capi' subito che quella donna l'avrebbe salvata da quel malvagio incantesimo perche' nei suoi occhi, poteva leggere solo dolcezza e saggezza. Una volta rimaste sole, la maga Vittoria ando' a sedersi al fianco del letto dove stava sdraiata la principessa e, accarezzandole prima le mani e sfiorandole il viso ed infine toccandole i capelli di riccioli d'oro,le disse con una voce dolcissima,che solo il vento avrebbe potuto guarirla da quel malvagio incantesimo,ma non doveva essere un vento cattivo e violento, ma un vento buono, un vento caldo come quello africano,un vento che esisteva e soffiava solo in una parte del mondo, ed era un vento che piaceva ai bambini perche' faceva volare in molto in alto i loro aquiloni, un vento che piaceva ai pescatori perche' gonfiava dolcemente le vele delle loro barche e li faceva tornare a terra sani, salvi e carichi di pesce, un vento che piaceva ai Re perche' faceva sventolare le bandiere dei loro castelli,quasi accarezzandole e senza maltrattarle o strapparle.

Ma questo vento buono, si trovava in un paese lontano chiamato Barcares e che comunque,lei, avrebbe trovato degli ostacoli nel suo cammino ma anche qualcuno disposto ad aiutarla se lei fosse stata umile e modesta e avesse ricordato gli insegnamenti saggi del padre.

Detto questo, la saggia Vittoria, dopo avere cercato in una vecchia borsa che non abbandonava mai, le porse un sacchetto che contenecva una polverina magica che la principessa avrebbe dovuto spargersi in testa ogni volta che avrebbe avuto bisogno di muoversi senza il peso di tutti quei suoi capelli d'oro, ma l'effetto di questa magia durava solo sette ore e se non avesse trovato il vento buono entro un mese dalla sua partenza, non ci sarebbero state piu' speranze di essere salvata da quell'incantesimo cosi' malvagio.

Cosi' il giorno dopo,fatta accompagnare la maga Vittoria da due scudieri nella sua citta', il padre della principessa Aziza, custode delle foreste, dei boschi, delle campagne e dei prati di tutta la terra, ordino' a tutte le entita' magiche di quei posti,che al passaggio di sua figlia non ci fossero incidenti di nessun genere che avrebero potuto in qualche modo ostacolare la sua corsa verso la guarigione.

Il giorno dopo all'alba, la bellissima ma triste principessa Aziza, sali' in groppa al piu' bello e veloce destriero alato del regno e parti' alla volta di Barcares.

Il viaggio duro' tre giorni e ad ogni suo passaggio, gli alberi delle foreste e dei boschi e tutte le piante delle campagne ed i fiori dei prati, si inchinavano in segno di rispetto.

Il terzo giorno, la principessa piena di grandi speranze, finalmente arrivo' a Barcares ma era notte fonda ed ebbe un po' di paura anche perche' avrebbe dovuto abbandonare il suo cavallo alato e affidarsi solo alle sue forze. Si sparse un po' di polverina magica sui capelli e una volta alleggerita della massa d'oro che le condizionava i movimenti, inizio' a camminare. Era ancora incerta su quale direzione prendere e mentre era ferma ad un bivio, alle sue orecchie arrivo' una musica che non aveva mai sentito, neanche ai grandi balli di corte che si tenevano al castello di suo padre. Incuriosita e quasi ammaliata, segui' questa melodia e strada facendo, incontro' seduto su un muretto ai bordi della strada un bellissimo giovane con i capelli ricci e del colore dell'argento. La principessa, incuriosita da questo bel giovane, gli chiese cosa stesse facendo li' tutto solo ed il giovane le rispose che ogni notte usciva dal suo castello perche' la prima stella cadente che avrebbe raggiunto, li avrebbe trovato la sua sposa.

Il bel giovane, era il principe Patchouly, figlio del Dio dei profumi, degli aromi e delle essenze e re del regno di Barcares e che a sua volta, chiese alla bella Aziza chi fosse e del perche' stesse li a quell'ora di notte.

Quando la bella principessa gli racconto' la sua triste storia, il principe si mise a sua disposizione ma non potendo intervenire in prima persona per aiutarla,le dono' una sciarpetta di colore arancione e di un tessuto soffice e leggero che emanava un profumo magico e le spiego' che ogni volta lei avesse avuto bisogno di aiuto,le sarebbe bastato inebriarsi del profumo della sciarpetta, esprimere un desiderio e quest'ultimo si sarebbe avverato.

A quel punto, il bel principe,avvolse la sciarpetta magica attorno al collo di Aziza, le bacio' una mano e la accompagno' al suo castello.

Quella notte, la principessa Aziza,dormi' il migliore dei sonni, tanto che sogno' di essere libera da ogni incantesimo e che una mano invisibile le pettinava i suoi bei capelli tornati a splendere come una volta.

Il giorno dopo, verso mezzogiorno, la bella principessa,saluto' e ringrazio' tutti per l'ospitalita' con cui era stata accolta, si sparse la dose di polverina magica sulla testa ed usci' dal castello per andare a cercare il vento buono e poter sciogliere per sempre i sui capelli.

Penso' di intuito, che forse lo avrebbe trovato andando verso il mare e allora si incammino' e strada facendo chiedeva a tutti dove fosse il mare, ma in questa citta', nessuno la voleva ascoltare perche' la gente era molto laboriosa e non aveva tempo da perdere, sopratutto per parlare a dei forestieri. Stanca di camminare, si sedette per riposarsi, quando senti' il verso di una cicala, la cerco' tra l'erba e la trovo'. Era una cicala bellissima e tutta d'oro e con dei fiori azzurri disegnati sul dorso. Quando la principessa la interrogo' su dove poteva trovarsi il vento buono, la bella cicala le rispose che avrebbe dovuto trovare la cosa piu' rosa e bella della terra, ma doveva essere un rosa speciale,ne' troppo forte, ne' troppo scialbo e da li avrebbe trovato cio' che cercava ma nello stesso tempo doveva stare molto attenta perche' il piu' delle volte,le cose belle per raggiungerle comportano dei grossi rischi e sacrifici.

Dopo che Aziza, ebbe ringraziato la bella e saggia cicala e incoraggiata da quei suggerimenti,riprese il cammino cercando e guardando tutto cio' che era di colore rosa ma non era quello che stava cercando.

Era passato un giorno intero e visto che erano passate quasi le sette ore dell'effetto della polverina magica, decise che era meglio fermarsi per riposare e mangiare qualcosa e cosi' essere in piena forma per il giorno dopo.

Vide una locanda e decise di chiedere li un po' di vitto ed una notte d'alloggio. Purtroppo era gia' tardi e l'oste le disse che per dormire non c'erano problemi ma per mangiare gli era rimasta solo della pasta, della paprica in polvere, del sale e dell'olio e senza nessun altro condimento. La principessa Aziza che al suo castello, era servita e riverita e aveva ogni giorno l'imbarazzo della scelta sul cosa mangiare, sentendosi quasi offesa nel vedersi offrire solo della pasta e per giunta senza nessun condimento, usci' fuori dalla locanda e sedutasi su una panchina li vicino, rifletteva sul fatto che per continuare la sua ricerca, avrebbe avuto bisogno di recuperare le forze e si ricordo' anche degli insegnamenti del padre, che nella vita bisogna essere umili e modesti e guardare ogni tanto dietro di noi e pensare alle persone che non hanno niente di che mangiare. Incoraggiata da questi insegnamenti paterni, decise che si sarebbe accontentata della pasta ma si ricordo' della sciarpetta magica che il giovane principe le aveva regalato; la appoggio' al suo naso, si inebrio' di quel fantastico profumo, espresse un desiderio e come per incanto,attorno alla panchina sulla quale stava seduta, iniziarono a spuntare dei belli e carnosi funghetti bianchi come la neve. Meravigliata ne raccolse una decina e subito dopo, al posto dei funghetti, inizio' a spuntare della tenera erbetta verde che emanava un delizioso profumo, la raccolse e al suo posto spunto' dello scalogno, fu tentata di lasciarlo li al suo posto ma se voleva vedere spuntare altri vegetali,doveva per forza raccoglierlo,allora ne raccolse solo un paio e quasi subito dopo spunto' una bella testa d'aglio, la raccolse e spuntarono due bei peperoni gialli e profumatissimi. Contenta, raccolse tutto cio' che la magia della sciarpetta le aveva regalato,rientro' nella locanda e chiedendo umilmente scusa all'oste, gli porse il raccolto chiedendogli di inventarsi qualcosa, quel tanto che bastasse per condire quella poca pasta che aveva. L'oste, felice di quella svolta insperata, la invito' ad accomodarsi ad un tavolo dicendole che al piu' presto le avrebbe servito qualcosa degno di una regina.

Dopo circa dieci minuti, l'oste ritorno' al tavolo dove stava seduta la bella Aziza, con in mano una insalatiera piena di quell'erbetta verde e profumata mista a quei funghetti teneri,deliziosi e bianchi come la neve, tagliati a fettine sottili cosi' come lo scalogno, il tutto condito con sale, paprica e del buon olio di oliva.

La principessa Aziza, guardo' quella bella insalatiera, sorrise dolcemente e si mise a mangiare e boccone dopo boccone, le sembro' la piu' buona delle insalate. Finito il tutto, fece i complimenti all'oste che le disse di aspettare altri dieci minuti e le avrebbe fatto mangiare qualcosa altrettanto buona.

Passarono altri dieci minuti e l'oste ritorno' al tavolo della principessa con in mano un bel piatto di pasta fumante e condita con una crema gialla fatta con i peperoni. Anche questa volta, la principessa sorrise dolcemente e decise che avrebbe assaggiato quella pietanza molto invitante, cosi' facendo, come era successo con l'insalata, boccone dopo boccone, la mangio' tutta e dopo avere chiamato l'oste, gli fece dei grandi complimenti per quello che era riuscito ad inventarsi con le poche e semplici cose che aveva a disposizione, quindi, dopo essersi presentata,  gli disse di andare al piu' presto al castello di suo padre che sicuramente avrebbe apprezzato la sua cucina e la sua fantastica arte culinaria e che sicuramente lo avrebbe nominato chef personale.

L'oste felicissimo per come il destino lo aveva aiutato, volle festeggiare quell'occasione unica invitando la sua ospite ad assaggiare un vino che lui produceva nella sua piccola vigna e visto che questa si trovava proprio tra il mare ed i monti,aveva pensato bene di chiamarlo "Fitou".

Quella notte la bellissima principessa Aziza,dormi' un sonno molto profondo e quando si risveglio' il mattino dopo, ebbe la netta sensazione che quello sarebbe stato il giorno che l'avrebbe fatta ritornare con i capelli biondi e splendenti come le piu' belle spighe di grano. Radiosa come non mai, si vesti', si sparse la piccola dose di polverina magica sulla testa, ringrazio' l'oste e riprese la ricerca di quel qualcosa di rosa che l'avrebbe condotta verso il vento buono.

Cammina e cammina, la bella Aziza, arriva in prossimita' delle saline della citta' e da lontano scorse un gruppo di bellissimi fenicotteri di un colore rosa come quello che stava cercando, un rosa indescrivibile, allora presa dalla foga e dalla contentezza di raggiungerli, seguendo una stradina all'apparenza normale, si accorse dopo pochi passi che stava affondando fino a rimanere completamente bloccata. Era caduta nella trappola delle sabbie mobili e piu' si muoveva e piu' il suo corpo affondava in quel fango puzzolente, salmastro e scuro. Spaventata si mise agridare ma essendo in un posto molto isolato, non c'era la possibilta' che qualcuno la potesse sentire. Fortunatamente, prima di affondare del tutto, si ricordo' della sciarpetta magica e del suo profumo e che le aveva regalato il giovane principe, lo tolse dal collo, ne respiro' il suo profumo, espresse un desiderio e come per incanto, ecco che da lontano vede arrivare cinque persone. Si accorse subito che non erano persone normali perche' invece di camminare, volavano rasenti il terreno ed erano vestiti con delle belle tuniche dello stesso tessuto e colore della sciarpetta magica. Quelle cinque persone, erano cinque monaci custodi dei cinque riti magici del Tibet, una terra lontana e fantastica.

I cinque monaci tibetani, sempre galleggiando nell'aria e girando attorno alla principessa che anche se molto impaurita, li osservava con lo sguardo piena di meraviglia, iniziarono a fare ognuno il proprio rito magico.

Il primo fece il rito della terra, il secondo fece il rito della vita, il terzo fece il rito dell'eroe, il quarto fece il rito del ponte, mentre il quinto che era il piu' alto e forte di tutti,fece il rito del gatto, del cobra e della montagna.

Quando tutti ebbero terminato di fare i loro riti magici, si avvicinarono alla principessa Aziza e senza neanche toccarla e con la sola forza del pensiero, la sollevarono da terra e la poggiarono dolcemente dove non c'era piu' il pericolo delle sabbie mobili.

La bella e stupita principessa, non sapendo come ringraziare quei suoi cinque salvatori, si presento' e li indirizzo' al castello del suo buon padre, sapendolo alla ricerca di persone forti e di fiducia da tenere al suo fianco e difenderlo.

Dopo i saluti, i cinque monaci tibetani sparirono cosi' come erano apparsi e lasciarono la principessa proseguire per il suo cammino.

Aziza, raggiunto il gruppo dei fenicotteri, questi appena la riconobbero, visto che era la figlia della Dea della flora marina e custode dei mari, dei fiumi e dei laghi di tutta la terra, la salutarono tutti assieme inchinandosi al suo cospetto. Quando la principessa Aziza, spiego' loro che stava cercando il vento buono per guarire da un incantesimo maligno che le aveva rovinato l'esistenza, furono ben lieti di poterla aiutare ma la avvertirono di stare attenta a non farsi ingannare dal vento cattivo perche' ara molto furbo. Allora la principessa chiese come avrebbe fatto a riconoscere il vento buono da quello cattivo e il fenicottero piu' saggio, le spiego' che avrebbe riconosciuto il vento buono dal profumo, un profumo a lei molto caro.

Quindi dopo averle indicato la direzione da prendere, la salutarono inchinandosi tutti assieme e dopo un attimo volarono via formando in cielo una bellissima nuvola rosa.

Piena di coraggio e vigore, la principessa Aziza inizio' a camminare nella direzione che il saggio fenicottero le aveva indicato. Durante il cammino, ad un tratto, vide volare nel cielo un bellissimo aquilone, ma non sentendo nessun profumo nell'aria, si fermo' per un attimo e dopo un poco, vide il bell'aquilone cadere per terra e rompersi in mille pezzi e allora penso' che quello doveva essere stato qualche trucco del vento cattivo e cosi' cambio' strada.

Dopo un po', vide lontano nel mare, tre bellissime barche a vela con le vele tutte colorate e gonfie di vento, andare veloci verso il largo, anche qui' la principessa non sentendo nessun profumo nell'aria, si fermo' per un attimo e poco dopo vide che uno ad uno, gli alberi maestri delle tre barche a vela, si spezzavano e le barche prive delle loro vele fermarsi in mezzo al mare, penso' che anche quello era stato un tentativo del vento cattivo per portarla sulla cattiva strada. Ormai la giovane e bella principessa, aveva perso ogni speranza e cosa ancora, aveva finito tutta la polverina magica. Se non avesse trovato il vento buono quel giorno, sarebbe stata condannata a morire sotto il peso dei suoi capelli d'oro. Si fece forza, riprese il cammino ed arrivo' davanti ad un bellissimo palazzo molto antico dove dai balconi sventolavano tre grandi e colorate bandiere. Convinta di avere raggiunto il posto giusto, si fermo' un attimo, non senti' nessun profumo e subito dopo, con amara sopresa, vide le tre bandiere strapparsi sotto la furia del vento cattivo.

Piu' delusa che stanca, la bella principessa scoppio' a piangere e non appena due sue lacrime andarono a bagnare la sciarpetta magica, come per incanto alle sue orecchie arrivo' la stessa musica che aveva sentito la sera in cui aveva conosciuto il giovane principe Patchouly. Raccolse le sue ultime forze e dopo pochi passi, voltato un angolo, si trovo' di fronte ad un mare bellissimo, dove soffiava un vento dolce, tiepido e profumato dello stesso profumo della sua sciarpetta magica e che la avvolse in caldo e morbido vortice. Allora all'istante capi' che aveva raggiunto il posto che cercava, aveva finalmente trovato il vento buono.

Ma non era finita, per guarire dall'incantesimo, doveva assorbire tutta la forza del vento e cosi' camminando lungo una stretta lingua di terra che si allungava verso il largo, raggiunse un totem quasi il centro del mare e fu solo allora che trovandosi al centro del vortice del vento buono, ne respiro' quanto le fu possibile. Era il vento piu' bello che avesse mai visto e tutto attorno a lei era un orchestra di suoni, di immagini magiche e di profumi, quindi si tocco' i capelli ma si accorse che non si erano ancora sciolti e fu a quel punto che vide con grande stupore, che con tutto quel forte vento, tra tutte le cose che si muovevano attorno a lei, solo la sua sciarpetta magica di colore arancione che un giovane e bel principe di nome Patchouly, figlio del Dio dei profumi, degli aromi e delle essenze, le aveva donato in una notte senza stelle e che lei aveva portato sempre al collo, non si muoveva affatto.

Allora la prese, la porto' vicino al suo bel viso, si inebrio' di quel magico profumo e come per incanto, di fronte a lei apparve il giovane principe Patchouly che fatti pochi passi, la raggiunse e dopo averle preso i capelli tra le sue dita, la bacio' sulle labbra. Di colpo, il vento cesso' di soffiare ed i capelli della bella principessa Aziza si sciolsero in una cascata di bionde spighe di grano.

Fu sllora che il principe Patchouly, alzo' gli occhi al cielo e ringrazio' gli Dei dell'universo perche' finalmente aveva trovato la stella che da sempre stava aspettando.

                                                                                               Fine